MINGO, il manga di Peppe. Un italiano in Giappone

MINGO, il manga di Peppe. Un italiano in Giappone

Un mangaka italiano nella terra dei manga

Giuseppe, in arte “Peppe”, è il primo italiano a debuttare come mangaka nella terra dei manga. Oltre a questo grandioso traguardo, a Peppe si deve anche l’alto importantissimo merito di aver portato una ventata di aria fresca all’immagine degli uomini italiani in Giappone. Mingo, il manga di Peppe, dà voce alla frustrazione di quegli italiani che non si riconoscono nello stereotipo diffuso in Giappone del rimorchiatore seriale.

Peppe con il vol. 2 di Mingo

Vi racconto di Mingo, di Peppe e del mio incontro con entrambi. Le storie degli italiani in Giappone sono spesso collegate, e alla fine c’è un po’ di Mingo in ognuno di noi.

Il mio tentativo vano di entrare a “Terrace House”…

Avevo sentito vociferare della possibilità anche per gli stranieri di fare domanda per partecipare al reality show giapponese “Terrace House”. “Terrace House” (TH) è uno show di Netflix Japan che è andato avanti per qualche edizione (al momento è sospeso), e parla di un gruppo di 6 giovani, 3 ragazzi e 3 ragazze, che vive insieme in una casa mega galattica in qualche angolo del Giappone (in genere a Tokyo o dintorni). I sei protagonisti vengono seguiti dalle telecamere condividendo con gli spettatori stralci delle loro vite quotidiane, lavorative e private. I partecipanti decidono liberamente quando abbandonare il programma e al loro posto vengono inseriti nuovi inquilini o inquiline.

L’obiettivo principale dello show, in teoria, sarebbe quello di “trovare l’amore” tra i membri della casa.

Detto ciò, a me di cercare l’amore a TH (visto che poi per “amore” si intende per ora solo quello tra un uomo e una donna) importava francamente meno di zero, ma l’idea di partecipare a quel reality per mostrare al Giappone un modo di essere gaijin, straniero e integrato, diverso dallo stereotipo, stuzzicava molto la mia fantasia. Feci domanda, ma come si può immaginare non ci fu risposta.

…e la sopresa di trovarci Peppe.

E qui arriva il primo “wow”. Ricordo molto chiaramente quella sera di settembre del 2019. Era uscita la nuova puntata di TH – Part 2 Ep. 14: “Just a Moment, Please”. Alla fine, nelle anticipazioni della puntata successiva, lasciarono intravedere di sfuggita qualche fotogramma del nuovo partecipante in arrivo. Un ragazzo che visto di spalle non sembrava giapponese. Strano, pensai. Poi aprì bocca, sempre senza essere inquadrato.

“Mamma, ciao!”, e parlò in italiano.

Rotolai giù dalla sedia.

L’anteprima dell’ingresso di Giuseppe a Terrace House, alla fine dell’episodio 14

Giuseppe è un ragazzo abruzzese che vive da qualche anno a Tokyo. Appassionato di Giappone sin da bambino, di anime e di cultura otaku disegna manga dell’età di 16 anni. Dopo aver studiato all’Università di Venezia, è arrivato a Tokyo per coronare il suo sogno. E a giudicare da come stanno andando le cose, direi proprio che ci sta riuscendo.

Peppe è entrato a TH presentandosi come mangaka in erba. Lavorava già presso la mangaka giapponese Keiko Nishi, e preparava i propri lavori mentre accumulava esperienza sul campo. Nella recente intervista su Youtube con Luca Molinaro (@mangaka96), Peppe racconta di come si fosse presentato a Shogakukan, la casa editrice che poi pubblicherà Mingo, con le tavole di Model Monogatari (モデル物語), il primo lavoro oneshot che avesse completato con soddisfazione. Il percorso che portò alla pubblicazione di Mingo richiese ancora molti sforzi e un po’ di tempo. Ma il lavoro di Peppe è del tutto unico nel panorama del manga giapponese e meritava di vedere la luce, in un modo o nell’altro.

Intervista di Mangaka96 (Luca Molinaro) a Peppe su “Mingo”.

La storia di Mingo, il manga di Peppe.

MINGO – Non pensare che tutti gli italiani siano popolari con le ragazze!

Questo il titolo del suo fumetto di esordio. Mingo è un ragazzo italiano di ventidue anni che lascia l’Italia per inseguire e coronare il suo sogno di vivere in Giappone. Arriva a Tokyo e lì incontra e si scontra con una realtà che in parte conferma il suo immaginario, in parte gli fa conoscere un Giappone diverso da come se lo immaginava. Il Giappone vero. Mingo è un ragazzo italiano, ma è quanto di più distante si possa immaginare dallo stereotipo dell’italiano marpione e collezionatore seriale di donne. Mingo è timido, introverso, romantico, idealista. Fatica a riconoscersi nell’aspettativa che gli altri gli costruiscono addosso solo per il fatto di essere italiano. Si fa strada nelle vicende della sua vita in Giappone alla ricerca dell’amore, con i propri mezzi che non sono quelli del “tipico” maschio italiano esperto in fatto di donne.

Lo stereotipo degli uomini italiani in Giappone

Avevo incontrato Peppe di sfuggita una volta prima che lui entrasse a TH. L’avevo solo incrociato a un evento. Quando l’ho rivisto era in TV, nello show di Netflix, e ho apprezzato tantissimo il modo in cui si è posto nei rapporti con gli altri partecipanti. La sua sensibilità, la sua onestà intellettuale, la sua visione delle cose a un livello di profondità e acutezza che non si vede comunemente in Giappone. Conosco tanti italiani estremamente in gamba qui in Giappone, ma i media giapponesi finora hanno preferito una narrativa diversa per noi italiani, relegando la nostra immagine allo stereotipo un po’ ripetitivo e “vecchio” del marpione conquistatore.

Mi piacerebbe tanto tradurre il manga di Peppe in italiano…

E qui entra in gioco nella mia vita Mingo, il manga di Peppe. Ho incontrato Peppe di nuovo lo scorso autunno a un famoso evento sulla cultura italiana a Tokyo. All’epoca Mingo, che è un’opera breve in 4 volumi, era già stato pubblicato in Giappone ottenendo un discreto successo. Mi sono intrattenuto in qualche chiacchiera con Giuseppe, e gli ho chiesto a titolo informativo: “Avete già programmato la pubblicazione del manga in Italia?”. Risposta affermativa, tutto arrangiato tramite case editrici. Ovviamente.

Peccato, mi sarebbe piaciuto tanto tradurlo, pensai.

Insieme a Peppe durante l’evento lo scorso novembre

E quella e-mail inaspettata che mi ha legato a Mingo

E qui arriva il mio secondo capitombolo giù dalla sedia.

Una sera di febbraio ricevo una mail del tutto inaspettata da Dynit Manga, famosa casa editrice italiana di manga. “Ciao Loris, ti contatto per proporti una traduzione. Si tratta di Mingo, il manga di Peppe. È un mangaka italiano. Lo conosci?”

Morto. Sguardo fisso sullo schermo, impietrito.

Rileggo la mail. La leggo altre cinque o sei volte per sicurezza. Sì, non c’era dubbio: mi stavano proponendo di tradurre proprio Mingo, il manga di Peppe. Quella sera feci fatica ad addormentarmi per l’adrenalina. Ero eccitato all’idea di occuparmi di quel titolo a cui tenevo particolarmente, e dopo l’incontro con Peppe lo scorso novembre non avrei mai creduto che questa cosa sarebbe mai successa. E invece mai dire mai! Vi lascio immaginare i salti di gioia. Non so come sia accaduto, quale arcano meccanismo ha fatto sì che ciò avvenisse, ma è successo davvero e per me è proprio un desiderio che si avvera. Ci teneveo davvero tanto, perché nella vita di Mingo mi ci rivedevo un po’ anche io.

Tradurre Mingo è un po’ come tradurre la mia vita

Mingo è un manga molto diverso da tutto ciò che già esisteva in Giappone. Racconta in tono divertente e interessante, da una prospettiva diversa, la storia di un gruppo di italiani a Tokyo di cui Mingo è il protagonista. Raccontata in prima persona dalla voce di un italiano che quelle esperienze le ha vissute davvero. Anche io diversi anni fa ho lasciato l’Italia per il Giappone guidato da una passione molto forte per questa cultura, proprio come Giuseppe e come il suo Mingo. La sua storia, seppur diversa dalla mia, in tantissimi punti mi ha fatto sorridere e annuire profondamente.

Sì, è vero! Porca miseria, è successo anche a me!

Lo stesso Giuseppe ha dichiarato che parecchi episodi del suo manga sono o si ispirano a fatti realmente accaduti. C’è molto di autobiografico e anche di elementi aggiunti sulla base di situazioni reali capitate ai suoi amici e conoscenti. Ma a prescindere dalle sottigliezze e dalle differenze individuali, credo che tutti noi italiani innamorati sin da piccoli del Giappone abbiamo un po’ di Mingo dentro di noi.

Dare voce alle avventure di Mingo

Ho lavorato con grande entusiasmo alla traduzione del manga (mi sono occupato della serie dal volume 2 in poi) e sono eccitatissimo all’idea di aver dato voce a Mingo e di aver presentato al pubblico italiano questa storia in cui mi rivedo tanto anche io.

Mingo, il manga di Peppe,vi racconterà con ironia e leggerezza i dilemmi e le gioie, le scoperte e gli imprevisti della vita quotidiana di un gruppo di italiani a Tokyo. Lo farà da una prospettiva che ci appartiene direttamente e che riguarda un po’tutti noi, amanti di questo misterioso Giappone.

Vi lascio qui il link al manga. Mi raccomando, aspetto i vostri commenti sulle avventure di Mingo!

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